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dic 192014
 

Grandi piccole sfere

 

La FORMA della SFERA contiene significati simbolici che ci mettono in contatto con l’energia che dà la vita a tutto l’universo: essa ha un interno (uovo, ventre della madre) nel quale la vita nasce e viene protetta e un esterno (corpo celeste, sfera planetaria) che porta in sé la vitalità, la forza e l’armonia del movimento spaziale e temporale.

La psicomotricità relazionale ha dato concretezza a questa forma utilizzando palle di gomma di diverse dimensioni e colori: le più grandi hanno diametri da 50 a 120 centimetri, quelle medie di 25 centimetri, quelle piccole da 5 a 15 centimetri.

Ogni palla ha un unico colore (giallo, rosso, rosa, blu, verde, arancione, in tonalità forti o pastello) e ne esistono di trasparenti.

Le palle più grandi possono stare immobili o dondolare appena: rappresentano allora un grande corpo o una parte di esso (pancia, seno) sul quale abbandonarsi e ricercare sensazioni di intenso piacere e di forte regressione: il dondolio corporeo può portare all’immersione nel ritmo energetico che permea il tutto, dimenticando per qualche attimo le limitazioni dell’individualità.

Ma la palla grande contiene anche potenza di movimento: lanciata nello spazio amplifica il gesto e la forza di chi ha lanciato, scagliata contro un’altra persona o un oggetto dà l’impressione di un’aggressione molto potente.

Le palle della psicomotricità sono sufficientemente leggere da non creare danni reali alle persone e alle cose: ciò permette al bambino di aggredire l’adulto che non riesce ad aggredire direttamente e all’adulto di aggredire l’autorità simbolica o un presunto nemico abbassando di molto la soglia del senso di colpa.

Le palle medie rappresentano la vitalità dell’essere vivente: sembrano infatti possedere movimento e vita propria, talmente secondario è il gesto iniziale che le spinge e talmente lungo, allegro imprevedibile è invece il loro tragitto autonomo, i loro sobbalzi, rimbalzi e rotolamenti.

Per un bambino, la palla media è spesso l’immagine di sé stesso, per l’adulto può simboleggiare ugualmente la sua persona, ma anche un individuo più giovane: un figlio o un piccolo essere vivente.

Può venire lanciata, come alter-ego, su percorsi difficoltosi (dislivelli, tunnel, antri senza luce) per studiarne la pericolosità prima di avventurarsi di persona; può venire donata allo psicomotricista come riconoscimento della sua capacità di prendersi cura della o delle persone che gli sono affidate; può venir distrutta o sgonfiata da chi non ha acqiusito considerazione del proprio valore.

Viene coccolata, accudita e protetta da chi si sente indifeso; lanciata, rincorsa e rilanciata con gioia nello spazio in salti e piroette da chi si sente felicemente protagonista della propria vita.

Le palle piccole rappresentano parti o “pezzi” della persona o, più raramente, di una cosa.

Vengono spesso tenute insieme, come beni preziosi, dentro a stoffe annodate come saccocce o trasportate e nascoste all’interno di case e tane.

Vengono infilate dentro agli indumenti dello/a psicomotricista o dentro a scatole e contenitori per sfidare l’unità e la coesione della personalità nel tragitto di entrata e uscita simbolica dalla fusione con il corpo dell’altro (con il corpo della madre).

Una volta, durante un incontro, un bambino di cinque anni dalla personalità molto frammentata ha fatto questo gioco: mi ha fatto raccogliere tutte le palline che c’erano nella sala dentro ad sacco di tela.

Ho dovuto farlo, dietro sua indicazione e sotto il suo attentissimo controllo, con estrema cura, in modo rituale, ripetendo sempre gli stessi gesti e senza dimenticare neanche una pallina.

Ad operazione conclusa, ha voluto esser messo, anche lui, dentro allo stesso sacco, poi mi ha chiesto: “SONO INTERO?”.