049 700944
344 1030944 per i bambini
348 6704862 per gli adulti
dic 152014
 

Dedicato ai signori uomini

 

       E’ in arrivo il Viagra, pillola miracolosa contro l’impotenza sessuale maschile (ma forse anche contro quella femminile), ovviamente dall’America (ah! se non ci fosse l’America!), e vengono prese d’assalto le farmacie della Repubblica di S.Marino dove è già in vendita.

Dal canto suo, lo Stato Italiano ha già deciso che sarà rimborsata dal servizio sanitario nazionale nella misura di un rapporto sessuale alla settimana, considerata evidentemente la dose necessaria e sufficiente per una vita sessuale sana.

Oltre alla scarsa sensibilità dello Stato, ci sarà un altro piccolo inconveniente: se il Cenerentolo in questione sbaglierà il calcolo dei tempi nell’assunzione del Viagra, il suo organo sessuale se ne andrà a nanna nel bel mezzo del ballo di mezzanotte senza neanche aspettare il cocchio di zucca e a nulla varranno le cure di tutte le fate del reame.

Senza parlare degli effetti collaterali dei quali, come al solito, nessuno fiata.

Da parte mia, vengo colta da un profondo senso di sconforto.

Cosa c’entra con la psicomotricità? C’entra, c’entra, e proverò a dire come.

Fino a qualche anno fa’, i gruppi psicomotori di formazione e di autoguarigione per adulti erano frequentati quasi solo da persone di sesso femminile: in un gruppo di una ventina di partecipanti soltanto uno o due erano maschi.

Le ragioni apparivano fin troppo ovvie: la psicomotricità viene messa in relazione con l’educazione e con i bambini e questi due ambiti sono da sempre considerati retaggio delle donne.

Oltre a questo, la psicomotricità è un’attività che coinvolge il corpo, l’emotività, la creatività, e anche queste prerogative sembrano dover appartenere piuttosto al mondo femminile.

Da qualche anno questa tendenza si è però invertita e oggi abbiamo dei gruppi nei quali gli uomini e le donne sono quasi in numero uguale e anche di questo possiamo trovare le ragioni nei cambiamenti dell’assetto familiare e lavorativo della nostra società: le professioni sociali o d’aiuto si sono estese ad altre età: anziani, tossico-dipendenti, portatori di handicap, carcerati, e parecchi uomini vi si sono dedicati.

Il disordine nei ruoli maschile e femminile nelle famiglie e nelle relazioni di coppia ha spinto alcuni uomini a ricercare le radici del loro ruolo dentro di sé.

D’altra parte, l’allarme crescente che viene dal mondo dell’educazione sull’assenza dei padri e sui danni formativi che quest’assenza sta provocando in un’intera generazione, ha convinto diversi padri a ricollegarsi col proprio bambino interiore, col proprio corpo e con la propria affettività.

Ma c’è un’altra ragione che spinge gli uomini ad affrontare un percorso di conoscenza di sé, ed è proprio la problematica sessuale intesa in senso lato, con tutti i suoi disturbi che sono molteplici, complessi e di cui l’impotenza è solo uno dei risvolti possibili.

L’organo sessuale è solo uno fra gli organi del nostro corpo e della nostra persona, ma più di altri è influenzato nel suo funzionamento dall’emotività, dall’affettività e dallo stile di vita: alimentazione, sonno, ritmi giornalieri di lavoro e riposo, spazi che concediamo o meno alla cura di noi stessi, alla creatività, all’espressione e realizzazione dei nostri desideri.

Curare il funzionamento di un organo sessuale non può significare altro, più che per qualsiasi altro organo, che curare l’equilibrio e l’armonia della persona che lo porta.

Certo, una pillola, hop e via!, è più veloce, ma ne risulta solo un Cenerentolo, non un uomo intero.

Ho visto uomini guarire dall’impotenza e da altri disturbi sessuali con la psicomotricità, ma non solo: anche con la bioenergetica, con lo shiatzu, con lo yoga, con la più tradizionale psicanalisi di parola, con una corretta alimentazione e con cure dolci che rispettano i ritmi naturali, insomma con tutti quei percorsi (ne esistono molti, ognuno può scegliere quello che sente più adatto a sé) che non curano soltanto il funzionamento meccanico di un organo modificando in modo temporaneo e fittizio un equilibrio chimico malato.

Sono percorsi che restituiscono ad un uomo la sua salute complessiva, il suo piacere non solo di fare sesso, ma anche di rilassarsi, di leggere un libro, di ammirare un paesaggio, di immaginare, di giocare con la propria donna e con i propri figli.

In sintesi, il piacere di volersi bene che ha probabilmente perduto nello stress quotidiano, nell’ansia della carriera e del procurarsi soldi e beni che nulla aggiungono al bene non solo di una famiglia ma anche a quello del più breve e fortuito dei rapporti che pretenda di non essere unicamente lo scarico meccanico di liquido seminale.

Mi concedo, come donna, come educatrice e come psicomotricista, il permesso di rivolgere ai signori uomini una richiesta a nome anche delle altre donne e dei bambini: vorremmo poter amare, amare veramente e profondamente, non solo dei Cenerentoli, ma degli uomini interi.

Penso inoltre di poter parlare a nome anche dei molti uomini coscienti e sensibili, in previsione del momento non lontano in cui il famoso Viagra e simili sarà proposto anche alle donne e, sfortunatamente, molte donne rischieranno di cadere nella trappola.