049 700944
344 1030944 per i bambini
348 6704862 per gli adulti
dic 152014
 

Adulti

 

La psicomotricità, l’abbiamo già detto, è materia piuttosto sconosciuta. Esistono però, intorno ad essa, delle convinzioni da parte della pubblica opinione, che non sempre corrispondono allo stato attuale di questa pratica e della ricerca che viene svolta nel suo ambito.

Una di queste convinzioni errate è che la psicomotricità riguardi solo i bambini e in particolare i bambini molto piccoli.

Una quarantina d’anni fa, la psicomotricità prese effettivamente le mosse dall’esigenza di riformare l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole materne ed elementari; ma nell’arco di qualche anno si evidenziarono, all’interno della ricerca psicomotoria, due concetti di grande importanza per gli sviluppi successivi.

Uno emerse dall’osservazione della pratica stessa: il movimento, le posture e il gioco corporeo del bambino piccolo non possono essere ristretti nella definizione di esercizio fisico e neppure in quella di esercizio imitativo ma rivestono funzioni molto più importanti rispetto allo sviluppo delle funzioni affettive, emotive e mentali, poiché pongono le fondamenta dei processi simbolici e di astrazione.

L’altro concetto, ed arriviamo agli adulti, era già stato evidenziato e studiato sia dalla psicoanalisi che dall’antropologia.

L’essere umano struttura la sua personalità nei primissimi anni di vita in base alle relazioni e ai comportamenti che conosce all’inizio: un’epoca in cui le esperienze si iscrivono nella persona attraverso canali vitali ed emotivi piuttosto che razionali e sono destinate a depositarsi nel profondo per continuare ad informare i suoi comportamenti per il resto dell’esistenza in maniera prevalentemente inconscia.

Gli studi recenti, legati alla psicosomatica e alle discipline che considerano l’essere umano come una unità corpo-mente, hanno ulteriormente arricchito questo concetto, forse un po’ troppo meccanico, della prima psicoanalisi.

Ipotizziamo che esista un progetto di vita che il bambino piccolo elabora, non certo a livello della corteccia cerebrale, ma piuttosto nelle profondità vitali ed energetiche del suo corpo.

Un progetto che, successivamente, può trovare conferme o sconferme; sostegni, aperture , sviluppi o , al contrario, negazioni, chiusure, blocchi.

In realtà, ogni persona incontra esperienze sia positive che negative durante il suo sviluppo, e sono la qualità e le quantità di questa alternanza che producono la sopravvivenza o meno del primo progetto di vita, della forza propulsiva e vitale del bambino che l’aveva elaborato.

Gli adulti che avvicinano la psicomotricità hanno delle motivazioni professionali (lavorano in campo educativo o formativo; desiderano diventare psicomotricisti) ma intraprendono di fatto un viaggio alla ricerca di quel primo progetto per conoscerlo e riconoscerlo, liberarlo dagli impedimenti che può aver incontrato nel corso della vita , dargli nouvamente la possibilità di produrre energia vitale e di utilizzare al meglio le risorse naturali della personalità.

Queste sono le ragioni per cui la psicomotricità, oggi, riguarda tutte le età ed è sempre più esteso il ventaglio di persone che la praticano in età adulta unicamente per reggiungere una maggiore consapevolezza di sé.